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	<title>OptimistWay Blog &#187; vita</title>
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	<description>Il blog dell&#039;ottimismo</description>
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		<title>La scienza e la personalità</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 11:26:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo già citato i fattori genetici che sono collegati (secondo degli studi) all&#8217;ottimismo, ma il discorso è ampliabile: Secondo studi recenti effettuati in Australia, il 50% delle emozioni dipendono dal Dna, mentre il restante 50% dipenderebbe da fattori sociali e ambientali. Si dice che le donne abbiano una componente di ottimismo maggiore rispetto agli uomini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già citato i fattori genetici che sono collegati (secondo degli studi) all&#8217;ottimismo, ma il discorso è ampliabile:</p>
<p>Secondo studi recenti effettuati in Australia, il 50% delle emozioni dipendono dal Dna, mentre il restante 50% dipenderebbe da fattori sociali e ambientali. Si dice che le donne abbiano una componente di <strong>ottimismo</strong> maggiore rispetto agli uomini, per via dei ciclici mutamenti ormonali.</p>
<p>La scienza è concorde nel ritenere che i disturbi dell’umore abbiano un’origine multifattoriale; in altre parole per vedere la vita in negativo, occorre che ad una predisposizione genetica debbano aggiungersi determinati fattori ambientali e psicologici che innescano il disagio. Alcune fasi importanti della vita, per esempio un lutto, un licenziamento o un grande dispiacere, possono scatenare un malessere psicologico. Non è determinante ciò che accade, ma come lo si vive.<span id="more-126"></span> È altresì importante sapere che la propria personalità non è geneticamente determinata e immutabile nel tempo e non può essere marchiata in modo inequivocabile dall’ambiente circostante o da contesti vissuti, ma in qualunque momento può essere rielaborata e trasformata.</p>
<p>Non bisogna cadere nel paradosso del &#8220;devo essere felice&#8221;: sforzarsi di essere allegri ha l’effetto indesiderato di annullare qualcosa di naturale. Bisogna vivere il presente così come è, accettando anche i momenti del tutto fisiologici in cui ci si può sentire giù di corda. Bisogna però stare attenti alle trappole del vittimismo: lamentarsi e arrendersi a una brutta (per la persona) situazione, ingabbia la persona nel ruolo di vittima, entrando così in un pericoloso circolo vizioso.</p>
<p>È importante trasformare i propri limiti in risorse e i difetti in pregi. Sapere che non esistono limiti al cambiamento, che i pensieri hanno origine in noi stessi, usare l’arma dell’ironia imparando a giocare con se stessi prima ancora che con gli altri, accettare se stessi per accettare il mondo che ci circonda.</p>
<p>Secondo la psicologia cognitiva, è inutile analizzare le cause del nostro pessimismo, è invece necessario volgere il proprio interesse al godimento del presente. Bisogna concentrare la propria mente su ciò che si sta facendo, solo così si potranno abbandonare gli atteggiamenti autolesionistici che impediscono di stare bene.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Io leggendo ciò ho rifatto emergere alcune situazioni della mia vita che mi danno da pensare.</p>
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		<title>Giuseppe Gioachino Belli</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 10:09:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non faccio per vantarmi, ma oggi è una bellissima giornata!&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non faccio per vantarmi, ma oggi è una bellissima giornata!&#8221;</p>
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		<title>Winston Churchill</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 10:02:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;An optimist sees an opportunity in every calamity; a pessimist sees a calamity in every opportunity. &#8220;Un ottimista vede un&#8217;opportunità in ogni calamità; un pessimista vede una calamità in ogni opportunità&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;An optimist sees an opportunity in every calamity; a pessimist sees a calamity  in every opportunity.</p>
<p>&#8220;Un ottimista vede un&#8217;opportunità in ogni calamità; un pessimista vede una calamità in ogni opportunità&#8221;</p>
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		<title>Galileo Galilei</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 07:41:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.&#8221; (Galileo Galilei)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><strong>(Galileo Galilei)</strong></p>
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		<title>Il piccolo grande Shay</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 08:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con 
problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:</p>
<p>&#8220;Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov&#8217;è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?&#8217;</p>
<p>Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.</p>
<p>Il padre continuò: &#8216;Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.&#8217;<span id="more-63"></span></p>
<p>A quel punto cominciò a narrare una storia:</p>
<p>Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c&#8217;erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: &#8216;Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?&#8217;<br />
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbevoluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.</p>
<p>Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.<br />
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: &#8216;Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all&#8217;ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono&#8217;. Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si  mise su la maglia del team.</p>
<p>Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di  calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all&#8217;idea che il figlio fosse<br />
accettato dagli altri. Alla fine dell&#8217;ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma  era sempre indietro di tre punti. All&#8217;inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.<br />
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all&#8217;idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso  che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.<br />
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.<br />
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava  perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.<br />
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico   momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.<br />
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando  la palla.<br />
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.<br />
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla  che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito.<br />
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto  darla all&#8217; uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.</p>
<p>Invece&#8230;<br />
Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l&#8217;uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: &#8216;Shay corri in prima base! Corri in prima base!&#8217; Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e<br />
così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall&#8217;emozione. A quell punto tutti urlarono:&#8217; Corri fino alla seconda base!&#8217; Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria  aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l&#8217;eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all&#8217;uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l&#8217;uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse  raccoglierla. Tutti urlavano: &#8216;Bravo Shay, vai così! Ora corri!&#8217; Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono:&#8217; Corri in prima, torna in base!!!!&#8217; E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in  aria e ne fecero l&#8217;eroe della partita.</p>
<p>&#8216;Quel giorno&#8217; disse il padre piangendo &#8216;i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero  amore ed umanità&#8217;. Shay non è vissuto fino all&#8217;estate successiva.</p>
<p>E&#8217; morto l&#8217;inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l&#8217;eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre..<br />
non dimenticò mai l&#8217;abbraccio di sua madre quando tornato a casa le  raccontò di aver giocato e vinto.</p>
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		<title>L&#8217;ottimismo di Max Pezzali</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[...] Mezzo pieno o mezzo vuoto questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo se si stava meglio quando si stava peggio non so però io vivo adesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[...]<br />
Mezzo pieno o mezzo vuoto<br />
questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo<br />
se si stava meglio quando si stava peggio<br />
non so però io vivo adesso<br />
[...]</p>
]]></content:encoded>
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