Abbiamo già citato i fattori genetici che sono collegati (secondo degli studi) all’ottimismo, ma il discorso è ampliabile:
Secondo studi recenti effettuati in Australia, il 50% delle emozioni dipendono dal Dna, mentre il restante 50% dipenderebbe da fattori sociali e ambientali. Si dice che le donne abbiano una componente di ottimismo maggiore rispetto agli uomini, per via dei ciclici mutamenti ormonali.
La scienza è concorde nel ritenere che i disturbi dell’umore abbiano un’origine multifattoriale; in altre parole per vedere la vita in negativo, occorre che ad una predisposizione genetica debbano aggiungersi determinati fattori ambientali e psicologici che innescano il disagio. Alcune fasi importanti della vita, per esempio un lutto, un licenziamento o un grande dispiacere, possono scatenare un malessere psicologico. Non è determinante ciò che accade, ma come lo si vive. Continua a leggere…