“Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.”
(Galileo Galilei)
Un segno tangibile del tuo ottimismo, per accrescere un senso comune di fiducia nel futuro
“Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.”
(Galileo Galilei)
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
“Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov’è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?’
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: ‘Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.’ Continua a leggere…
L’ottimismo naturale di un individuo può avere una sorgente genetica? Secondo la teoria di un gruppo di ricercatori della University of Essex è che il pessimismo o l’ottimismo di una persona possono essere legati ad un particolare gene coinvolto nel trasporto di alcuni neurotrasmettitori: se questo gene è lungo si è ottimisti, altrimenti pessimisti. Per verificarlo sono state testate le risposte, a livello di interesse, di alcune persone davanti a immagini di tipo bello (venti immagini), brutto (venti immagini) o neutro (quaranta immagini): si è notato che chi tendeva a soffermarsi su immagini belle, quindi presupponendo una visione ottimistica della vita, aveva la variante lunga del gene, viceversa chi si soffermava sulle immagini brutte aveva il gene più corto. Questa ricerca potrebbe essere il primo passo per un nuovo tipo di approccio verso disturbi come la depressione.
Secondo una ricerca statunitense l’ottimismo aiuterebbe a vivere a lungo e in maniera salutare. Lo studio, compiuto su 100.000 donne e presentato in occasione dell’ultimo congresso annuale dell’American Psycosomatic Society, ha rivelato uno stretto legame tra uno stato d’animo brillante e propositivo e il rischio di ammalarsi di tumori, malattie cardiache o morire prematuramente.
Leggi l’intero articolo originale sull’ottimismo.
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Mezzo pieno o mezzo vuoto
questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo
se si stava meglio quando si stava peggio
non so però io vivo adesso
[...]
Nessuno può tornare indietro e iniziare un nuovo inizio, ma chiunque può iniziare oggi una nuova fine.
L’essenza dell’ottimismo non è soltanto guardare al di là della situazione presente,
ma è una forza vitale,
la forza di sperare quando gli altri si rassegnano,
la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca,
la forza di sopportare gli insuccessi,
una forza che non lascia mai il futuro agli avversari,
il futuro lo rivendica da se.
Basta pochissimo – un pensiero decente, una faccia dignitosa, una parola allegra – a rassicurarci, o comunque a rabbonirci.
Nel mare di pessime cose che ci ondeggia attorno, e minaccia di sopraffarci, anche un turacciolo apparso all’improvviso ci sembra l’isola sulla quale mettersi in salvo.
Ci ho pensato parecchio, e ho concluso che quello che ci frega non è il pessimismo, non la depressione, non il malumore. Quello che ci frega, e ci fa alzare al mattino, e non ci fa disertare, è l’ottimismo.
Mantieni i tuoi pensieri positivi
perché i tuoi pensieri
diventano le tue parole.
Mantieni le tue parole positive
perché le tue parole
diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
perché i tuoi comportamenti
diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive
perché le tue abitudini
diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi
perché i tuoi valori
diventano il tuo destino.