La scienza e la personalità

ottobre 26th, 2009

Abbiamo già citato i fattori genetici che sono collegati (secondo degli studi) all’ottimismo, ma il discorso è ampliabile:

Secondo studi recenti effettuati in Australia, il 50% delle emozioni dipendono dal Dna, mentre il restante 50% dipenderebbe da fattori sociali e ambientali. Si dice che le donne abbiano una componente di ottimismo maggiore rispetto agli uomini, per via dei ciclici mutamenti ormonali.

La scienza è concorde nel ritenere che i disturbi dell’umore abbiano un’origine multifattoriale; in altre parole per vedere la vita in negativo, occorre che ad una predisposizione genetica debbano aggiungersi determinati fattori ambientali e psicologici che innescano il disagio. Alcune fasi importanti della vita, per esempio un lutto, un licenziamento o un grande dispiacere, possono scatenare un malessere psicologico. Non è determinante ciò che accade, ma come lo si vive. Continua a leggere…

Ottimismo e genetica

luglio 20th, 2009

L’ottimismo naturale di un individuo può avere una sorgente genetica? Secondo la teoria di un gruppo di ricercatori della University of Essex è che il pessimismo o l’ottimismo di una persona possono essere legati ad un particolare gene coinvolto nel trasporto di alcuni neurotrasmettitori: se questo gene è lungo si è ottimisti, altrimenti pessimisti.  Per verificarlo sono state testate le risposte, a livello di interesse, di alcune persone davanti a immagini di tipo bello (venti immagini), brutto (venti immagini) o neutro (quaranta immagini): si è notato che chi tendeva a soffermarsi  su immagini belle, quindi presupponendo una visione ottimistica della vita, aveva la variante lunga del gene, viceversa chi si soffermava sulle immagini brutte aveva il gene più corto. Questa ricerca potrebbe essere il primo passo per un nuovo tipo di approccio verso disturbi come la depressione.